Percorsi di storia e memoria tra Argentina e Italia

Sotto le insegne del Landis e della Commissione Formazione dell'Insmli, si sono formati nella primavera del 2008 gruppi di ricerca in diverse città italiane, con l'intento di elaborare proposte di percorsi didattici e laboratoriali da indirizzare poi alle scuole.

Aurora Delmonaco, Presidente del Landis e della Commissione Formazione, ha condiviso con i/le partecipanti obiettivi e finalità del lavoro, proponendo anche un quadro storico di riferimento, entro cui sviluppare le ricerche.

 

Gli obiettivi del lavoro sono i seguenti:
  • Si intende ricostruire attraverso l’esempio argentino il modo in cui l’esperienza del nazifascismo, entro cornici internazionali segnate dalle tensioni della politica dei blocchi e dell’affermazione di nuovi modelli di egemonia economica, abbia trovato, pur dopo la sconfitta della Seconda Guerra Mondiale, ampi spazi di applicazione incorporando le tecniche messe a punto in Algeria e nel Vietnam e il know-how raggiunto nella School of Americas (SOA) di Fort Benning in Georgia (USA). La suggestione dell’Endlösung si è così applicata al progetto generale di “disinfestazione” politica in cui si articolò il “processo di riorganizzazione nazionale” argentino, esaltando pratiche professionali di eliminazione di massa, riti, modelli e miti importati, come l’antisemitismo. Si vuole in tal modo sottrarre la “vulgata scolastica” alla progressiva riduzione del nazifascismo ad una parentesi completamente superata dalla storia, stravolta e svuotata delle sue componenti essenziali.
  • Si ritiene che l’intreccio dei rapporti fra Italia e Argentina nel tempo e secondo le varie fasi dei flussi migratori sia una chiave di lettura che implica il concetto delle appartenenze multiple, sminuendo l’eccessiva enfasi sulle “identità” del destino, su cui ancora troppa parte della scuola e dei media si attardano.
  • Sarà necessario far riflettere sul significato della cittadinanza democratica, attraverso l’analisi di come sia stato possibile innescare processi di repressione e desertificazione sociale nell’acquiescenza o nel silenzio complice degli Stati democratici, di forze intellettuali eticamente inerti, della stampa, della Chiesa spaccata fra vittime e complici degli assassini. Si disegnerà un quadro di politica transnazionale, in cui le frontiere sono superate dalle linee di forza rappresentate dalle idee, dalle volontà, dagli interessi umani, dall'ostilità come dalla solidarietà, contro l'immagine di una globalità indifferenziata.
  • L’ascolto privilegiato e la conoscenza delle persone e delle associazioni per i diritti umani che si battono per ottenere verità e giustizia (Madres de Plaza de Mayo, Abuelas, HIJOS, Familiares de desaparecidos e detenidos por razonas politicas) possono sostenere un percorso di educazione civile che comprende la responsabilità della memoria, consentendo la lettura delle storie del mondo attuale attraverso un nuovo e significativo protagonismo femminile ed un'azione politica nonviolenta.
    • Le finalità del progetto sono:
      • offrire ai docenti, ma non soltanto a loro, la possibilità di assumere in prima persona la responsabilità della ricostruzione storica su temi in cui passato e presente, storia e memoria costituiscono la base di una cittadinanza consapevolmente impegnata ad assumersi le proprie responsabilità. Se gli insegnanti, nel corso dell’esperienza o dopo di essa, intenderanno estendere agli studenti i suoi contenuti ed i suoi metodi, riceveranno sostegno didattico, materiali, occasioni di scambio e di dibattito dalla struttura di coordinamento;
      • ricondurre entro il rapporto fra passato e presente l’attualità dell'antifascismo;
      • formare una coscienza transnazionale consapevole delle responsabilità politiche, respingendo le immagini amorfe di un destino globalizzato;
      • creare gruppi di sostegno reciproco per costruire laboratori e percorsi didattici condivisi, affrontando i problemi in una prospettiva più ampia e articolata di quelle che le singole esperienze possono suggerire
      • monitorare i processi in avvio nelle classi per rendere più penetranti le competenze didattiche e per mettere a fuoco i problemi storiografici che l’apprendimento della storia fa emergere
      • valutare insieme i processi formativi per modificare, correggere, sostenere le singole esperienze ed il sapere comune.
      • Il quadro di riferimento storico è in generale il seguente:
          • Storia degli italiani in Argentina: emigrazione politica, economica, razziale (in seguito alle leggi del ’38). Il trattato di immigrazione tra Italia e Argentina nel secondo dopoguerra. I rapporti tra l’Argentina e i fascismi europei.
          • Cenni di storia dell’Argentina: dal peronismo alle dittature degli anni ’70 nel contesto dell’Operazione Condor.
          • Gli anni ’70: i movimenti di liberazione in America Latina, il movimento dei lavoratori, il movimento degli studenti, la teologia della liberazione.
          • Il colpo di stato in Cile del ’73 e in Argentina del ’76: diverse modalità. Le ripercussioni in Europa e in Italia: primato delle ragioni economiche e di stato sui diritti umani.
          • La resistenza civile. Il movimento delle Madres e delle Abuelas.
          • Dalla Commissione nazionale sulla scomparsa di persone (CONADEP, che ha pubblicato i risultati del proprio lavoro nel rapporto Nunca mas) ai processi di Roma.
          • La crisi economica del 2001 e l’emigrazione di ritorno.

        Chi fosse interessato a fare parte di uno dei gruppi di lavoro può mettersi in contatto con noi, tramite i recapiti sull'home page.