Quale storia per una societā multietnica?

Da anni, il LANDIS riflette sul complesso rapporto tra giovani, memoria e storia. Non può perciò non misurarsi con la presenza crescente di allievi ed allieve di cittadinanza non italiana nelle scuole, nella convinzione che l'insegnamento-apprendimento della storia possa costituire una risorsa per costruire ponti tra culture diverse, a patto che si tratti di una storia "di tutti, da qui ad altrove, nel tempo e nello spazio" (Charles Heimberg), che dia a tutti gli strumenti per operare costruzioni di senso nel tempo presente. 

Pensiamo perciò che occorra avviare una riflessione che, accanto a un confronto di "buone pratiche" didattiche, si allarghi a comprendere quegli approcci storiografici che, proponendo uno sguardo nuovo sul mondo e sulle discipline storiche, hanno il salutare effetto di "provincializzare" l'Europa: ci riferiamo alla World History e alla complessa costellazione dei Postcolonial Studies. 

Dopo una ricerca i cui risultati sono presentati qui sotto, si è avviato un gruppo di lavoro che ha prodotto riflessioni e materiali, progettato seminari in cui confrontarsi con esperienze già avviate da altri, collocando via via in un'area della piattaforma "didastoria", Ripensare la storia in una dimensione mondiale e interculturale, quanto veniva elaborando. Ora, la piattaforma è stata dismessa per un problema tecnico e stiamo trasferendo qui una parte dei materiali elaborati.